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La provincia di Alessandria è una provincia italiana del Piemonte di 431.885 abitanti.  Occupa l'estremo settore sud-orientale del Piemonte, confina a nord con la provincia di Vercelli, a ovest con la città metropolitana di Torino e la provincia di Asti, a est con la Lombardia (provincia di Pavia), a sud con la Liguria (città metropolitana di Genova e provincia di Savona), a sud-est con l'Emilia-Romagna (provincia di Piacenza).  Indice      1 Storia     2 Territorio     3 Geografia         3.1 Orografia             3.1.1 Monti             3.1.2 Passi e valichi             3.1.3 Fiumi e torrenti             3.1.4 Laghi     4 Agricoltura     5 Industria, commercio e artigianato     6 Dialetti     7 Religione     8 Turismo     9 Gastronomia ed enologia     10 Comuni         10.1 Comuni più popolosi         10.2 Comuni meno popolati     11 Comunità montane     12 Infrastrutture         12.1 Strade e autostrade         12.2 Linee ferroviarie         12.3 Aeroporti     13 Onorificenze     14 Gemellaggi     15 Note     16 Voci correlate     17 Altri progetti     18 Collegamenti esterni  Storia Moasca - Circondario di Asti sotto la provincia di Alessandria  Ritrovamenti testimoniano che nell'antichità il territorio occupato oggi dalla provincia di Alessandria fu abitato già in epoca neolitica. Nella zona di Casalbagliano alla periferia di Alessandria (cascina Chiappona) alcuni scavi hanno portato alla luce le più antiche sepolture della Cultura dei campi di urne del nord Italia. Area d'influenza proto-celtica-Halstattiana, abitata dalle popolazioni Celto/liguri autoctone dei Marici nell'alessandrino e dei liguri Statielli nell'area di Acqui e di Tortona prima e poi da popolazioni celtiche transalpine che invasero l'Italia settentrionale. La presenza gallo-ligure della zona è anche testimoniata dagli idronimi[2] Tanaro e Bormida e da alcuni toponimi come Pietra Marazzi e forse Marengo. Nel III secolo a.C. passò sotto il controllo di Roma. Fece parte della Regio IX Liguria. Importanti centri furono Libarna e i centri di Forum Fulvii, Derthona e Aquae Statiellensium. Divisa per secoli tra i Feudi Imperiali genovesi, la Repubblica di Genova, il Marchesato del Monferrato e il Ducato di Milano. Nel 1708 il Marchesato del Monferrato (con Casale Monferrato e Acqui Terme) passò ai Savoia, nel 1707 Alessandria e nel 1734 il tortonese passarono ai Savoia. Nel 1815 passò tutto il Novese già parte dei Feudi Imperiali e della Repubblica di Genova insieme ad Ovada (tutte già parte della Repubblica Ligure) ai Savoia. L'odierna provincia fu istituita con regio decreto n. 3702 del 23 ottobre 1859, la cosiddetta Legge Rattazzi, dall'unione delle province (1818) di Alessandria, Tortona, Casale, già appartenenti alla divisione di Alessandria, Asti, Acqui e Novi, quest'ultima sottratta alla divisione di Genova. Nel 1880 acquisì dalla provincia di Genova il comune di Pareto[3]. Durante il fascismo nel dicembre 1926 i comuni del mandamento di Gavi (Gavi, Voltaggio, Parodi Ligure, Carrosio e Fraconalto) tentarono inutilmente di passare sotto la provincia di Genova, ma a causa dell'opposizione del prefetto di Alessandria la cosa non andò in porto.[4]. Nel 1929 l'ex comune di Groppo in provincia di Pavia venne annesso a Pozzolo formando il nuovo comune di Pozzol Groppo. Nel 1935, perse il territorio di Asti e parte del territorio di Acqui, che formò la nuova provincia di Asti[5]. Il 1º maggio 1945 gli abitanti di Fraconalto spostarono il cippo di confine alla Bocchetta e lo portarono al confine con il comune di Voltaggio, dove i voltaggini, poi i carrosiani e infine i gaviesi lo portarono fino al confine con il comune di Serravalle Scrivia, però i serravallesi dissentirono e da allora la questione dell'appartenenza al Piemonte di quelle terre non è più stata riaperta.[6]  Oggi la provincia di Alessandria comprende 190 comuni. Per estensione è la terza provincia del Piemonte, dopo Cuneo e Torino. Il comune di Voltaggio è comune onorario della provincia di Genova per i legami culturali, linguistici e storici con il capoluogo ligure. Territorio  È possibile ripartire la circoscrizione di Alessandria in quattro ambiti, individuati in base a caratteri territoriali e urbanistici e sulla base dell’analisi della capacità di attrazione e del raggio d’influenza dei suoi centri principali:      l'Alessandrino, che trova il suo naturale punto di aggregazione nel capoluogo di provincia;     il Monferrato, comprendente le zone dell’Acquese, del Casalese, dell’Ovadese e del Valenzano, dal caratteristico paesaggio collinare;     il Novese, che ha in Novi Ligure il centro delle industrie dolciarie e il punto d’accesso verso la Liguria, grazie all’importante nodo stradale e ferroviario;     il Tortonese, un’area orientata verso la Lombardia, dalla forte vocazione agricola e dalle particolari ricchezze culturali[7].  Geografia  Il territorio della provincia è per 3/4 montuoso o collinare. A nord il basso Monferrato si caratterizza per una immensa distesa di colline del Monferrato e valli in cui scorrono il fiume Po e il Tanaro. Al centro è situata una fertile pianura attraversata dal Tanaro, dal Bormida e dai loro affluenti. A sud-ovest ancora le colline della Val Bormida, della Val d'Erro e della Val d'Orba, e della val Lemme che si congiungono con i monti dell'Appennino Ligure. A sud-est le zone collinari del novese e del tortonese, con le valli dello Scrivia e dei suoi affluenti, in primis la val Borbera e la valle Spinti costituiscono le estreme propaggini dell'Appennino Ligure, sui quali la provincia confina con quella di Genova. Poco lontano dal confine con la Lombardia scorre il Curone che divide la pianura alessandrina-tortonese dall'Oltrepò Pavese; inoltre è delimitata brevemente dallo Staffora. Il punto più elevato è il Monte Ebro che raggiunge i 1.701 m, il meno elevato il comune di Molino dei Torti che si trova a 76 m d'altezza.  La zona più meridionale del territorio, in particolare l'acquese, l'ovadese e il novese, a volte è esposta a più o meno intense raffiche di vento provenienti dal vicino Mar Ligure. Questo vento, che d'estate porta il fresco e d'inverno mitiga le temperature causando un rapido scioglimento delle eventuali nevi presenti, è chiamato dagli abitanti del posto "il marino". Orografia Monti  Monti oltre i 1000 m, gran parte dei quali si trova in val Borbera. Denominazione     Altezza (m) Monte Ebro     1.701 m Monte Chiappo     1.699 m Monte Legnà     1.670 m Punta Rondino     1.630 m Cima dell'Erta     1.020 m Monte Carmo     1.640 m Monte delle Tre Croci     1.565 m Monte Antola     1.597 m Monte Buio     1.401 m Monte Sopra i Costa     1.278 m Monte Castello     1.089 m Bric delle Camere     1.016 m Monte Cavalmurone     1.672 m Monte Candelozzo     1.036 m Monte Colletto     1.261 m Monte Porreto     1.533 m Monte Saia     1.167 m Monte Pana     1.561 m Monte Trappola     1.530 m Monte Giarolo     1.473 m Monte Gropà     1.433 m Monte Rotondo     1.567 m Monte Garave     1.594 m Monte Carmo     1.466 m Monte Leco     1.072 m Monte delle Figne     1.172 m Monte Taccone     1.113 m Monte Tobbio     1.092 m Monte Poggio     1.081 m Passi e valichi  Valico di San Fermo 1.129 m  Passo della Bocchetta 772 m  Passo della Castagnola 578 m  Valico degli Eremiti 559 m Fiumi e torrenti  In questa lista sono raccolti tutti i fiumi e i torrenti che scorrono in provincia di Alessandria. Fiume o torrente Po Bormida di Spigno Valla Bormida Erro Orba Stura di Ovada Piota Lemme Gorzente Scrivia Spinti Borbera Sisola Staffora Stanavazzo Curone Grue Ossona Tanaro Belbo Grana del Monferrato Rotaldo Stura del Monferrato Valla Laghi  Nella provincia sono presenti cinque laghi di notevole importanza turistica, ma soprattutto utili per le risorse idriche specie della città di Genova dato che sono tutti artificiali e furono costruiti per lo stesso scopo. Nome lago     Zona geografica     Sito nel comune di Lago della Busalletta     Comunità Montana Alta Val Lemme e Alto Ovadese     Busalla (GE) Fraconalto Ronco Scrivia (GE) Laghi del Gorzente     Comunità Montana Alta Val Lemme e Alto Ovadese     Bosio Campomorone (GE) Ceranesi (GE) Lago di Ortiglieto     Comunità Montana Suol d'Aleramo     Molare Rossiglione (GE) Laghi della Lavagnina     Comunità Montana Alta Val Lemme e Alto Ovadese     Casaleggio Boiro Bosio Mornese Agricoltura  La vasta pianura centrale è dedicata essenzialmente alla coltura cerealicola: grano, orzo, mais, soia, girasole. Diffusa la coltivazione della barbabietole da zucchero, destinata alla produzione industriale. Nelle zone pianeggianti del casalese, il paesaggio si caratterizza per la presenza di estese risaie. Nel novese, le poche zone pianeggianti sono in gran parte adibite all'agricoltura cerealicola e i campi si caratterizzano per la presenza di filari di gelsi, introdotti nel a cavallo del XVII-XIX secolo, per la bachicoltura. Nelle zone collinari del novese, casalese, acquese, tortonese ed ovadese la vite domina incontrastata e notevole è la produzione del vino.  La Val Curone è una tipica zona di produzione di frutta. Diffuse le coltivazioni a prato nei fondovalle dell'acquese. Lungo i fiumi (il Bormida in particolare) si estende la pioppicoltura. Industria, commercio e artigianato  I principali poli industriali sono localizzati intorno ad Alessandria (Spinetta Marengo e Valenza), Tortona (Castelnuovo Scrivia e Pontecurone), Novi Ligure (Arquata Scrivia, Serravalle Scrivia, Cassano Spinola), Casale Monferrato. I settori produttivi principali sono il metalmeccanico e l'oreficeria (a Valenza). Seguono il settore alimentare (a Novi Ligure), prodotti chimici e materie plastiche (a Novi Ligure, Spinetta Marengo, Cassano Spinola, Serravalle Scrivia). Numerose le imprese artigianali nei settori manifatturiero costruzioni, trasporti. Rilevante il commercio sia come negozi tradizionali che come grande distribuzione (81 esercizi nel 1998).